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Appalto servizi ausiliari, il comitato dei genitori: “Scuola come priorità, continua la protesta”

“Questo silenzio assordante da parte dell’Amministrazione e la totale mancanza di dialogo tra le parti ci lascia molto perplessi”

Il Comitato ‘SI…amo le scuole comunali’, di cui fanno parte i genitori e i cittadini di Siena, e che hanno manifestato alcuni giorni fa con la “marcia dei palloncini”, oltre 300 persone contro la statalizzazione delle scuole dell’infanzia comunali e l’esternalizzazione di un asilo nido, hanno commentato le decisioni del Consiglio Comunale di Siena lunedì ribadendo che  la scuola deve rimanere una priorità dell’Amministrazione comunale di Siena.

“Apprendiamo con estremo disagio dal Consiglio comunale  – hanno dichiarato – , che se da un lato si decide di stabilizzare otto insegnanti a tempo indeterminato, dall’altro vengono dati in appalto il servizio di cucina per quattro nidi e il servizio di custodia per tutti i nidi comunali e per una scuola dell’infanzia. Il nostro Comitato “SI…amo le scuole comunali” è formato per la maggior parte da genitori. Quando come genitori parliamo di eccellenza della scuola comunale senese, la intendiamo nella sua totalità: insegnanti, custodi e cuochi. La stessa carta dei servizi del Comune di Siena sottolinea quanto sia importante il lavoro di gruppo di tutto il personale interno alla scuola”.

“Quanto è corretto quindi cambiare un servizio in corsa? “ si chiedono i componenti del comitato che aggiungono: “Chi ha bambini che già frequentano le scuole ed i nidi comunali si troverà nella spiacevole situazione di dover spiegare ai propri figli come mai sono cambiate le custodi e le cuoche, e chi invece dovrà iniziare si ritroverà una struttura scolastica che non era quella descritta durante gli open day. In generale, sia che i nostri figli già frequentino, sia che debbano iniziare a settembre, ci ritroveremo una struttura con caratteristiche totalmente diverse da quelle che ci erano state descritte o che conoscevamo. Gli asili nido e le scuole d’infanzia comunali rappresentano luoghi, per noi, di vitale importanza. Ogni giorno lasciamo i nostri figli per otto ore fidandoci del personale che lavora al loro interno, ogni mese paghiamo una retta per un servizio che piano piano viene stravolto. Riteniamo, quindi, di essere del tutto titolati per rientrare tra quei soggetti con cui l’Amministrazione deve avviare un dialogo prima di qualsiasi cambiamento”.

“Questo silenzio assordante da parte dell’Amministrazione e la totale mancanza di dialogo tra le parti ci lascia molto perplessi. Siamo sempre più convinti che qualsiasi passo rivolto all’esternalizzazione dei servizi porterà ad un peggioramento della qualità dei nostri asili. Ricordiamo infatti, solo per fare un esempio, come sia importante la continuità didattica per un bambino e sia invece deleterio il turn over dovuto all’instabilità del personale nelle cooperative.  Vogliamo parlare anche della statalizzazione delle scuole d’infanzia comunali, ci pare impossibile che non si sia ancora riusciti a mettere un punto alla questione. Le dichiarazioni contrastanti che leggiamo sulla stampa –  sottolineano –  ci lasciano attoniti. Se il passaggio dovesse avvenire riteniamo che la città perderebbe un patrimonio storico e culturale, un’eccellenza di cui i cittadini di Siena si possono vantare, e anche in questo caso verrebbe a mancare la continuità didattica che in alcun modo potrebbe essere mantenuta. La cura del bambino non è solo la sua custodia, i bambini sono piccoli ed hanno bisogno di grandi e costanti attenzioni.

“Questo è quello su cui vogliamo confrontarci con l’Amministrazione e con i cittadini di Siena.  Abbiamo più volte invitato l’Assessore all’istruzione Biondi Santi e non avendo ancora mai avuto risposta, le abbiamo inoltrato una ulteriore richiesta ufficiale questa volta per essere ricevuti in Comune e per avere un dialogo di persona. Speriamo che dopo le dichiarazioni rilasciate lunedì in Consiglio comunale – concludono gli esponenti del  Comitato ‘SI…amo le scuole comunali”-  si possa finalmente trovare un modo per parlare di scuola e istruzione. I bambini sono il nostro futuro, gli aggiustamenti di bilancio non devono pesare sulle spalle del nostro futuro”.

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