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Ascoli, lesioni alla neonata, giovane mamma condannata

Ascoli Piceno, 30 gennaio 2018 – Una madre giovane, alla prima esperienza con la maternità. Una comunità che assiste entrambe, ma forse non proprio al meglio. E’ lo scenario di una vicenda della quale si è occupato il tribunale di Ascoli che ha processato una giovane ascolana per lesioni provocate alla figlia di pochi mesi di vita.

Ieri è arrivata la sentenza a carico della donna che il giudice Marco Bartoli ha condannato a quattro mesi disponendo un risarcimento provvisionale di 10mila euro in favore della piccola nella persona del suo tutore, avvocato Massimo Canonico che era parte civile assistito dalla collega Donatella Forlini. Una vicenda delicata come sono tutte quelle che coinvolgono loro malgrado bambini. E qui parliamo di una neonata di soli sette mesi vittima di scuotimenti e colpi alle braccia.

Cose che la madre in parte ha ammesso e in parte ha negato cercando di far capire anche attraverso il suo legale, avvocato Gabriella Ceneri, come sono andate le cose e che mai c’è stata la volontà di fare deliberatamente del male alla piccola nata al quinto mese di gravidanza e per questo tenuta a lungo in incubatrice in ospedale.

Ma è a casa che sono poi sorti i problemi. «E’ vero, mi è capitato di scuoterla, ma solo perché aveva episodi di svenimento e l’ho fatto solo perché una volta lo aveva visto fare ai sanitari quando li ho chiamati a casa una sera che mia figlia sembrava svenuta» ha detto ieri la ragazza al giudice Bartoli e al pm Cozzolino. E le lesioni alle braccia? «Si sono verificate perché, nel tentativo di evitare che cadesse a terra, la mamma l’ha presa per i polsi, ma certamente non voleva fare del male alla piccola» ha spiegato l’avvocato Ceneri.

Madre e figlia sono state ospiti di una comunità sulla quale molte critiche sono state rivolte da Ceneri. «Era una presenza scomoda, perché sottolineava i comportamenti con congrui, c’era un clima ostile e di sfiducia nei suoi confronti. Inoltre, va detto che a questa ragazza, lasciata da sola dalla madre che ha scelto un’altra vita, nessuno ha insegnato come si tiene un neonato, come si accudisce».

Da parte sua l’avvocato Forlini ha fatto notare che nella sua perizia il dottor Pietro Alessandrini ha concluso dicendo che la ripetitività delle emorragie retiniche riscontrate sulla neonata e non aventi origini congenite, «indicano una recidività dell’azione lesiva a carico del cranio. Parliamo non di una bimba che batte casualmente su uno spigolo, ma di problemi importanti tanto che è contestata l’aggravante delle lesioni permanenti».

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