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Donne incinte, i diritti sul lavoro delle donne in gravidanza – Donne Sul Web

Donne in gravidanza, diritti sul lavoro: congedi, maternità, esami sanitari gratuiti, tutele sul lavoro. Una guida completa

Quali sono i diritti sul lavoro delle donne in gravidanza? Una donna incinta ha tutta una serie di tutele che è bene conoscere. Vediamo nel dettaglio.

Congedo di maternità per lavoratrici dipendenti

Il congedo di maternità è il periodo di interruzione dal lavoro che lo stato riconosce a tutte le lavoratrici prima e dopo il parto. Tale periodo è obbligatorio e prevede anche una somma di denaro per consentire il regolare sostentamento anche mentre non si può lavorare.

Si può prendere il congedo sia nel caso di un parto che con affido o adozione di un bambino, sia in Italia che all’estero. Tutte le lavoratrici assicurate Inps possono usufruire della maternità (compreso le apprendiste) purché abbiano in corso un rapporto di lavoro alla data di inizio del congedo.

Colf e badanti possono ricevere la maternità a patto di aver versato almeno 26 settimane di contributi nei 2 anni precedenti l’inizio della maternità.

Congedo di maternità per disoccupate

Le disoccupate possono ricevere la maternità a patto che il congedo inizi entro 2 mesi dall’ultimo giorno di lavoro. Il congedo viene dato anche oltre questo periodo se la ex lavoratrice percepisce la Naspi, un’altra forma di integrazione per disoccupazione, cassa integrazione o se si trova in mobilità. C’è però una condizione: l’indennizzo viene rilasciato se la lavoratrice nei due anni precedenti la gravidanza ha versato almeno 26 settimane di contribuzione.

Quanto si resta a casa in maternità?

Il tempo della maternità obbligatoria va da 2 mesi prima del parto a 3 mesi dopo il parto. Se il parto avviene prima dei due mesi il tempo “perso” si recupera aggiungendolo ai 3 mesi dopo il parto. Con un parto gemellare la durata del tempo di indennità resta la stessa.

Oltre alla maternità obbligatoria si può usufruire di un ulteriore periodo di astensione facoltativo pari a 6 mesi che può essere richiesto in ogni momento fino al dodicesimo anno di vita del figlio.

Cosa accade se il neonato è malato o deve stare in ospedale

In questo caso la durata del periodo di congedo si interrompe per tutto il tempo in cui il neonato deve essere ricoverato. Se, per caso sfortunato, starà in ospedale per un mese la madre potrà conteggiare questo mese come “aggiuntivo” a quello obbligatorio per maternità.

Quanto si percepisce di indennità di maternità?

L’assegno di maternità nel periodo di congedo obbligatorio è pari all’80% dello stipendio che si percepisce al momento della richiesta. Per avere questa quota però si dovrà aver versato nell’anno precedente l’inizio del congedo almeno 26 contributi settimanali.

Se si ricorre al congedo facoltativo si percepirà invece il 30% dell’ultimo stipendio.

Esami gratuiti ed esenzioni

Oltre alla normale assistenza sanitaria la donna incinta ha diritto, gratuitamente e senza dover pagare il ticket, ad usufruire delle visite ginecologiche e agli esami ecografici previsti dalla legge. Naturalmente le prestazioni devono essere svolte all’interno di una struttura pubblica o riconosciuta dallo stato.

Gli esami gratuiti sono i seguenti:

14-18 settimana: esame del sangue completo19-23 settimana: esame urine e ecografia morfologica24-27 settimana: esame urine bis28-32 settimana: esame del sangue, ferritinemia, terzo esame urine, ecografia ostetrica33-37 settimana: esame del sangue completo con antigene HBsAg per epatite B, anticorpi HCV per epatite C, quarto esame urine38-42: quinto esame urine41 settimana: ecografia ostetrica e cardiocografia su richiesta del curante.Permessi per donne incinte

Le donne in gravidanza possono utilizzare permessi (retribuiti) dal lavoro per eseguire tutti gli esami prenatali e le visite che sono richieste dal curante e che ricadono nell’orario di lavoro.

Lavori preclusi alle donne incinte

Una donna in gravidanza e dopo il parto deve essere esonerata da lavori gravosi come il trasporto di pesi o il loro sollevamento, ma anche deve essere esonerata in generale da occupazioni pericolose o che obblighino a stare in posizione eretta per almeno metà dell’orario di lavoro.

La donna in gravidanza non deve nemmeno essere vicina a:

fonti di rumore,agenti chimiciagenti batteriologici,radiazioni.

Se per lavoro questo tipo di contatto è frequente e inevitabile la gestante deve essere indirizzata temporaneamente ad altri incarichi.

Niente lavoro notturno

Una donna incinta e fino all’anno di vita del bambino non può essere impiegata nei turni notturni: dalle 24 alle 6 del mattino non potrà dunque operare e dovrà agire solamente nell’orario diurno.

Congedo anticipato

Può entrare in congedo anticipatamente rispetto al settimo mese la neomamma che:

abbia problemi di salute,complicanze,che operi in condizioni di lavoro o ambientali potenzialmente pericolose per mamma e futuro figlio,che non possa essere spostata ad altre mansioni per evitare occupazioni pesanti o pericolose.

Per accedere al congedo anticipato occorre presentare un certificato medico che va consegnato all’Asl di appartenenza o alla Direzione provinciale del lavoro (con copia per conoscenza anche all’ufficio personale o al datore di lavoro della propria azienda).

Il diritto al non licenziamento

Dal giorno in cui viene comunicato al datore di lavoro la gravidanza fino al primo anno del figlio la mamma non può essere in alcun modo licenziata dal suo posto di lavoro. In caso di licenziamento la donna può presentare un certificato che dimostri che era già incinta all’atto della comunicazione di licenziamento.

Anche in caso di dimissioni volontarie, queste vanno controfirmate dal servizio di ispezione del Ministero del lavoro che ha competenza territoriale nella zona dove vive la gestante (questa cosa è prevista per impedire le finte dimissioni volontarie che in realtà nascondono un licenziamento occulto o “concordato” con la gestante).

Parcheggi e posti riservati

In molte città sono stati istituiti i posteggi rosa: sono stalli colorati appunto di rosa riservati alle donne in gravidanza o alle neomamme. In molte città in questi parcheggi non si paga la sosta (si deve però avere un contrassegno rilasciato dalla polizia municipale).

Anche sui mezzi di trasporto pubblico esistono posti riservati a particolari categorie: donne incinta, anziani, invalidi.

Il diritto all’educazione e alla gentilezza

Oltre ai diritti sanciti dalla legge c’è anche il buon senso: file in posta, file al supermercato, code di svariato genere che possono essere abbreviate con gesti di “normale” gentilezza come quello di far passare davanti una donna incinta.

Vedi anche:

Pensione sociale donne: requisiti e quando fare domandaEtà pensionabile donne: quando si va in pensione? 

copyright (15/05/2019)

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