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Fertilità mondiale in grave calo. I nuovi dati

La fertilità mondiale è in grave calo, ma nonostante questo declino, la popolazione mondiale è passata da 2.600 milioni nel 1950 a 7.600 milioni nel 2017. Come mai? Conoscere i dati della popolazione mondiale e la sua evoluzione è fondamentale per poter effettuare studi demografici ed epidemiologici, nonché disporre di adeguati indicatori internazionali per i progetti di salute e sviluppo. Nel novembre 2018, la rivista The Lancet ha pubblicato uno studio esaustivo su questi argomenti che include un’analisi della popolazione in 195 località, che copre il periodo che va dal 1950 al 2017. In questo lavoro si conclude che tra il 1950 e il 2017 gli indici di fertilità totali (Tfr) sono diminuiti del 49,4%, da 4,7 nati a 2,4 per donna in età fertile. Questi tassi nelle donne di età compresa tra 10 e 19 anni diminuiscono a loro volta, da 37 nascite ogni 1.000 donne a 22.

Nonostante questa diminuzione del Tfr, la popolazione mondiale è aumentata, con una grande parte di questo aumento nell’Asia meridionale e nell’Africa sub-sahariana. D’altra parte, l’età media globale della popolazione è passata da 26,6 anni nel 1950 a 32,1 nel 2017 e anche la percentuale di persone in età lavorativa (da 15 a 64 anni) è aumentata dal 59,9% al 65,3%. Nel 2017 i tassi di fertilità più bassi sono stati quelli di Cipro con 1,0 nati per donna e quelli più alti del Niger, 7,1. Allo stesso modo, 33 Paesi mostrano un tasso negativo di crescita della popolazione, dal 2010 al 2017, molti dei quali si trovano in Europa, anche se i tassi di crescita della popolazione aumentano più del 2,0% in 33 Paesi su 46 nell’Africa sub-sahariana.

La popolazione mondiale continua a crescere perché i tassi di mortalità diminuiscono, sebbene con caratteristiche diverse in relazione ai gruppi nazionali e di età. Questi dati dicono molto sul perché si accelerano molti fenomeni, dalla riformulazione dei welfare europei alla necessità delle migrazioni, ma spiegano anche la necessità di indirizzare aiuti per un reale sviluppo in regioni del mondo dove c’è un crescita di popolazione e mancano le opportunità di sviluppo e crescita economica. Sarà bene far tesoro dei dati pubblicati anche in vista delle tante parole che si sprecheranno in Europa nelle prossime elezioni di maggio.

Luca Volontè

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