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Il melanoma, questo sconosciuto (ai giovani, almeno)

Il melanoma? Un problema alimentare. Il fototipo? Una tecnica di selfie. Le lampade abbronzanti? Proteggono dai raggi del sole.

Nella speranza che conosciate le risposte esatte, un sondaggio via social network tra circa 3.500 ragazzi registra una preoccupante carenza di informazione sul secondo tumore più frequente negli uomini under 50 e il terzo nelle donne nella stessa fascia d’età. E su come cercare di evitarlo, visto che il 20% dei nuovi casi si registra in persone fra i 15 e i 39 anni.

Per esempio, solo il 10% degli adolescenti ritiene che sia “cool” spalmarsi la crema solare in spiaggia, cosicchè quasi il 40% non la mette mai; per oltre la metà (51%) utilizzarla è “da sfigati” perché impedirebbe di abbronzarsi. D’altra parte, solo il 18% degli adolescenti sa cos’è il fototipo (per il 53% è un tipo di immagine, per il 16% una tecnica di selfie e per il 13% una tonalità di colore dei fiori). Il 63% ritiene che le lampade solari aiutino ad abbronzarsi meglio (per il 28% proteggono la pelle dai raggi del sole, solo il 9% sa che in realtà fanno malissimo) e, appunto, il 48% non sa cosa sia il melanoma (per il 24% è un problema alimentare).

Da questa “fotografia” prende il via il progetto #soleconamore, campagna nazionale di sensibilizzazione sull’abbronzatura consapevole e sulla prevenzione del melanoma indirizzata ai giovanissimi, realizzata da Fondazione Aiom e presentata venerdì 24 maggio a Roma.

Negli ultimi quindici anni, in Italia è raddoppiato il numero delle nuove diagnosi, passando da poco più di 7 mila nel 2003 a quasi 14 mila, con un incremento sia negli uomini (+3,4% per anno) sia nelle donne (+2% per anno).

La campagna, realizzata grazie al contributo non condizionante di Novartis e di Pierre Fabre, prevede l’impegno di una decina tra le influencer più seguite a livello nazionale sui social network, coordinate da Iaia De Rose. Da un lato, a partire da giugno, si svolgerà un vero e proprio tour nelle spiagge italiane più affollate di giovanissimi, con la distribuzione di un opuscolo informativo. Sul fronte digitale, la campagna proseguirà sui social, dove gli adolescenti saranno invitati dalle influencer a realizzare video accattivanti, per stimolare il dibattito e rendere virale il tema. Basandosi su quiz, le influencer intervisteranno i ragazzi in modo da testare la loro preparazione sul tema “sole sicuro”. L’obiettivo è raggiungere più di 100 mila teenager.

«Troppe persone ignorano i danni del sole – ammette Monica Forchetta, presidente Apaim (Associazione pazienti Italia melanoma) – e non adottano nessuna protezione. I ragazzi devono essere informati anche grazie ai nuovi strumenti digitali, perché contro questo tumore è possibile adottare regole efficaci di prevenzione. Inoltre, il melanoma lascia i suoi “segni” sulla pelle. In seguito a o++gni modifica di un neo, è indispensabile rivolgersi allo specialista per approfondimenti».

L’ignoranza degli adolescenti non è limitata ai fattori di rischio del melanoma. Un’altra falsa convinzione, molto diffusa soprattutto tra i ragazzi, è che le lampade solari siano utili per preparare la pelle all’abbronzatura estiva. «Niente di più sbagliato» avverte Stefania Gori, presidente Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) e direttore del Dipartimento oncologico, all’ospedale Sacro Cuore Don Calabria-Negrar. «I danni di queste apparecchiature – sostiene – sono sottovalutati. È dimostrato che il loro utilizzo, soprattutto in età inferiore ai 35 anni, aumenta in maniera significativa il rischio di melanoma. L’intensità degli ultravioletti artificiali è di 12-15 volte superiore all’esposizione solare naturale. Infatti, secondo l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, le lampade solari sono “cancerogene” per l’uomo al pari del fumo di sigaretta e, dal 2011, il ministero della Salute ne ha vietato l’utilizzo ai minorenni e alle donne in gravidanza».

 

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