Home / Neonati / Incendio nell’alloggio-cantina: strage evitata per un soffio a Castiglione

Incendio nell’alloggio-cantina: strage evitata per un soffio a Castiglione

CASTIGLIONE Rogo nella notte in uno degli “appartamenti-cantina” ai Cinque Continenti. Strage evitata per un soffio: se le fiamme avessero intaccato le numerose bombole del gas presenti nel sottosuolo, sarebbe stato un disastro. Ventisei le persone evacuate, con una parte di queste ultime che stanno rientrando in queste ore. Preso dal panico, uno degli inquilini di lancia dal primo piano e viene portato in ospedale. In ospedale per accertamenti pure due bambini. Ieri, a fine giornata, il Comune ha firmato un’ordinanza di inagibilità per una parte della palazzina.
L’emergenza scoppia quando sono circa le 23 di venerdì sera. Dal seminterrato della palazzina al civico 32 di via Fratelli Kennedy, all’improvviso, cominciano ad uscire fiamme e fumo. Qualcuno lancia l’allarme e sul posto si precipitano i soccorsi: vigili del fuco, carabinieri, tre ambulanze insieme al sindaco  Enrico Volpi con il suo vice  Andrea Dara e l’assessore ai lavori pubblici  Michele Falcone.
Preso dal panico, un inquilino del primo piano si lancia dal balcone: un salto di 2-3 metri che fortunatamente, come stabilito dai medici dopo le visite all’ospedale di Castiglione, gli provoca solo la slogatura di una caviglia. Nel frattempo tutti gli inquilini della palazzina si riversano di fuori: tra loro ci sono anche tre bambini. Due, di 3 e 5 anni, per precauzione vengono portati in ospedale per accertamenti. Il più piccolo – un neonato – rimane invece con i genitori.
Sulle prime sembra un rogo di dimensioni molto importanti, ma fortunatamente i vigili del fuoco riescono ad avere la meglio sulle fiamme. Alla fine, verso le 3.30 della notte, sindaco e assessori prendono la decisione: dei 26 inquilini della palazzina, 13 – i residenti ai piani più alti – vengono fatti rientrare in casa. Gli altri 13 invece passano la notte tra venerdì e ieri in un albergo che si è messo a disposizione. Ieri mattina altri 7 sono rientrati in casa, mentre per gli ultimi 8 – tra questi anche il neonato – il Comune è al lavoro per trovare una sitemazione alternativa.
L’incendio, sebbene senza gravi conseguenze, riapre però il dibattito sul quartiere e sulla sicurezza. Le fiamme – non è ancora chiaro se di origine dolosa o meno – sono partite da dentro uno degli alloggi che si trovano negli scantinati delle palazzine, dove diverse persone vivono dal momento che tali alloggi hanno agibilità e abitabilità da una trentina d’anni. Al momento del rogo l’alloggio era vuoto, ma la presenza di masserizie fa pensare che dentro, fino a poco prima, vi fosse qualcuno di cui comunque non c’è traccia. I vigili del fuoco hanno trovato numerosi cavi elettrici e impianti non in sicurezza, come numerose bombole del gas usate per le cucine degli alloggi-cantina. Se intaccate dalle fiamme, avrebbero potuto provocare una strage. «Tutti conosciamo la situazione – spiega Dara -: proseguiamo con i controlli. I residenti ci ringraziano: è la strada giusta».

Guarda Anche

Si è persona anche prima della nascita

Nel contesto attuale del quadro normativo e giurisprudenziale italiano e internazionale di ampliamento della tutela …