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L Alabama vieta l aborto e a Roma compare un nuovo mega cartello Pro Vita

No all’aborto anche in caso di stupro e incesto. Il testo approvato dal Senato dell’Alabama, che era già passato alla Camera, è considerato il più restrittivo negli Usa dove è in corso l’approvazione di leggi in molti stati contro l’interruzione di gravidanza.

Secondo la nuova legge, HB 314 approvata con 25 voti a favore e 6 contro, l’interruzione di gravidanza è possibile soltanto se si tratta di salvaguardare la salute della madre. I medici che praticano l’aborto al di fuori di queste norme potrebbero essere puniti con 99 anni di carcere.

Il provvedimento deve essere firmato dalla governatrice repubblicana Kay Ivey. Non ha ancora espresso giudizi sul caso specifico, ma è sempre stata contraria all’interruzione di gravidanza. I repubblicani hanno l’obiettivo, con questa e le altre leggi restrittive proposte o già approvate in molti stati, di ribaltare la Roe contro Wade, storica causa che portò alla sentenza della Corte Suprema che nel 1973 legalizzò l’aborto negli Usa.

In tutti gli Stati Uniti sono partite da mesi le proteste dei gruppi a favore del diritto all’interruzione di gravidanza. Fra queste c’è anche quella dell’attrice Alyssa Milano che propone uno sciopero del sesso con l’hashtag #SexStrike. «I nostri diritti riproduttivi sono stati cancellati. Finché le donne non avranno il controllo sui loro corpi non possiamo rischiare la gravidanza. Unitevi a me e non fate sesso finché non riavremo l’autonomia del corpo».

Il vento antiabortista soffia in tutto il mondo, non solo negli Usa. A Roma, sulla via Tiburtina, è apparso un cartellone di 250 metri quadrati del movimento Pro Vita, che occupa l’intera facciata laterale di un palazzo. L’immagina è quella di un feto e nella scritta si fa riferimento all’attivista svedese contro il cambiamento climatico Greta Thunberg. «Cara Greta se vuoi salvare il pianeta, salviamo i cuccioli d’uomo. #Scelgolavita». Il movimento Pro Vita scrive: «Questa mattina, a Roma in via Tiburtina, è stato affisso il più grande manifesto pro life d’Italia (250 metri quadri), che ha come protagonista Michelino a 11 settimane dal concepimento».

#ScelgolaVita !
“Cara #Greta, se vuoi salvare il pianeta, salviamo i cuccioli d’uomo!”
Questa mattina a #Roma è tornato Michelino!
Ci vediamo il 18 maggio, alla #MarciaPerLaVita! Non ci faremo fermare!.#CondividiLaVita pic.twitter.com/2kpycVUTW0

— ProVita (@ProVita_Tweet) May 14, 2019

L’affissione del manifesto segue la sentenza del Tar favorevole a Pro Vita sui manifesti anti-aborto che il sindaco di Magione aveva fatto rimuovere, secondo il movimento, «con delle assurde motivazioni» e in violazione dell’articolo 21 della Costituzione. «Noi scegliamo Michelino, ci battiamo per la vita di tutti, senza discriminazioni in base all’età o alla fase di sviluppo. Non ci fermeranno», dicono Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente anche del Congresso Mondiale delle Famiglie che danno appuntamento al 18 maggio alla Marcia per la Vita a Roma. Proteste sono arrivate da rappresentanti dell’opposizione di centrosinistra sia a livello locale sia nazionale.

In Italia è in vigore dal 1978 la legge 194 che tutela il diritto all’aborto. Secondo i dati dell’indagine annuale, relativi al 2017 e pubblicati a gennaio 2019, il trend delle interruzioni di gravidanza è in diminuzione (fin dal 1983). Nel 2017 ci sono stati 80.733 aborti volontari, il 4,9% in meno rispetto al 2016. Il picco è del 1982 con 234.801 casi.

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