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L’abuso e la paternità dell’adolescente di Prato: «Un’esperienza sconcertante e destabilizzante»

Ha colpito l’opinione pubblica lo sconcertante caso del quattordicenne, abusato e  coinvolto forzatamente in una relazione con la sua, trentacinquenne, insegnante di ripetizioni, da cui è nato recentemente un bambino. L’abuso e la violenza psicologica unitamente alla differenza di età enorme tra la donna e la vittima, mettono il ragazzo in una situazione fortemente traumatica e per superarla avrà sicuramente bisogno di sostegno professionale oltre all’amore e alla comprensione della sua famiglia.  Ne parliamo con l’esperta Pamela Pace, psicoanalista e psicoterapeuta (fondatrice e presidente dell’Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlus, per la prevenzione e la clinica dei disordini del comportamento alimentare in età pediatrica). Tra le sue pubblicazioni più recenti: Un livido nell’anima. L’invisibile pesantezza della violenza psicologica (2018 Mimesis Edizioni), Un amore in più (Edizioni San Paolo, 2018).

  Una relazione con un adulto e una genitorialità in età adolescenziale sono sicuramente situazioni traumatiche. C’è differenza quando a subirle è un maschio o una femmina?

«Dal punto di vista psicologico, gli effetti di un trauma di questa portata prescindono ovvero sono trasversali all’identità di genere. La modalità con cui un essere umano vive il trauma e risponde è sempre soggettiva, non si può mai generalizzare: gli effetti di un trauma sono sempre effetti individuali che dipendono dalla storia di quel soggetto e dall’ambiente in cui vive».

Quale tipo di trauma sta subendo il minore che diventa papà?

«Sicuramente è un’esperienza sconcertante e destabilizzante. Ecco l’importanza che il minore possa essere seguito dal punto di vista psicologico, unitamente al conforto e al sostegno dell’ambiente familiare».

Il ragazzo, a suo parere, dovrà mantenere un rapporto col bambino che ha messo al mondo? Che conseguenza avrà questa vicenda sul figlio nato da tale relazione?  

«Sarà la Legge, vale a dire l’iter processuale e la successione degli eventi che potranno decidere il meglio per il minore e per il neonato. Nella prospettiva della psicoanalisi, il padre è una funzione affettiva, una funzione simbolica. Non si è padri solo dal punto di vista biologico. Padri si diventa Sono sicura che l’équipe di professionisti (avvocati, psicologi, adulti di riferimento) troveranno la via più adeguata per tutti: la famiglia dell’insegnante/infermiera, il minore, il neonato».

Quali sono le responsabilità dei genitori dell’adolescente e come avrebbero dovuto capire cosa stava succedendo?

«E’ una questione molto delicata. L’abuso psicologico, l’abuso sessuale operano sovente in modo silenzioso. Un figlio può provare vergogna, timore nel poter dire ai propri genitori o a uno dei due, cosa gli sta accadendo. Certo è sempre prezioso che padre e madre forniscano degli strumenti di prevenzione atti alla tutela dei propri figli nei confronti del mondo esterno e degli adulti».

Cosa possono fare per sostenerlo nel superare questo trauma?

«Accoglierlo, ascoltarlo, accettarlo e, data la minore età, cercare di seguire le indicazioni dei professionisti, assumendosi la responsabilità del presente ma anche del futuro del figlio minore».

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