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Lamezia, protocollo d’intesa con ospedale di Catanzaro per assistenza ai neonati prematuri

Lamezia Terme – Protocollo d’intesa tra l’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro e Azienda Ospedaliera Pugliese Ciaccio finalizzato al collegamento funzionale tra i reparti di Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale Pugliese di Catanzaro ed il reparto di Neonatologia dell’ospedale Giovanni Paolo II di Lamezia Terme. Alla firma erano presenti, per l’Azienda Ospedaliera Pugliese Ciaccio, il dottor Giuseppe Panella e per l’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro, il dottor Giuseppe Giuliano.

Il protocollo si basa sul “trasporto in elezione dei neonati patologici, non critici dalla U.T.I.N. del centro Hub dell’AO Pugliese-Ciaccio alla S.S.D. di Neonatologia del Presidio Ospedaliero Spoke Giovanni Paolo II di Lamezia Terme”.

Tale decisione è maturata partendo dal fatto che, si sottolinea nel documento “nell’area centro della Calabria esiste un unico Ospedale HUB (Pugliese Ciaccio – Catanzaro), dotato oltre che dei posti di Terapia Intensiva Neonatale di soli 9 posti di Patologia Neonatale (Disciplina 62); molto frequentemente, per carenza di posto, i neonati e/o le gestanti a rischio della provincia di Catanzaro sono costretti a migrare nelle strutture della provincia di Cosenza; la SSD di Neonatologia del Presidio Ospedaliero “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme ha nelle sue funzioni operative la cura dei Neonati Patologici di peso 1500 gr che richiedono cure intermedie, ma che non necessitano di trattamenti intensivi, che siano nati nello stesso Ospedale o provengano da Presidi Ospedalieri viciniori; la SSD di Neonatologia dispone di spazi di degenza ampi e confortevoli con la possibilità di accogliere i genitori senza limitazioni di orario, con la possibilità di facilitare il contatto madre-neonato e favorire l’accudimento genitoriale e l’allattamento materno, garantendo la gestione del neonato “al posto giusto nel momento giusto”.

Destinatari del trasporto in elezione, “tutti i neonati patologici, indipendentemente dalla sede in cui sono nati, purché di peso 1500 gr. e di età post-concezionale 32 settimane, che abbiano superato la fase critica e siano in condizioni cliniche stabili, ma necessitano ancora di ospedalizzazione”.

Finalità del Protocollo

Il Protocollo rappresenta un accordo di collaborazione interaziendale, finalizzato a favorire il collegamento funzionale tra strutture ospedaliere di diversi livelli, ottimizzando il coordinamento fra le strutture di ricovero e cura, che curano gli stessi pazienti e insistono sullo stesso territorio. Tale accordo assume una precisa valenza etica: verso i neonati, ai quali sarà garantito un maggiore coinvolgimento dei genitori nella “care”, verso le famiglie, che potranno visitare ed accudire i loro piccoli senza limitazioni di orario, più vicino alla loro residenza, verso gli operatori dei centri spoke, che potranno dare una continuità assistenziale, che ne preservi e amplifichi le competenze e le gratificazioni professionali, verso gli operatori delle U.T.I.N., che potranno concentrare la loro attenzione sui neonati in condizioni cliniche gravemente compromesse. I genitori saranno informati nel dettaglio di tutte le pratiche che riguardano il trasferimento e, con il loro consenso, il protocollo sarà poi attuato.

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