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Mamme a 40 anni o mamme a 50 anni, non aumenta il rischio di complicanze – Salute24

Nella vita riproduttiva della donna l’età è certamente un elemento rilevante. Quando l’età avanza ne risente la fertilità, la capacità riproduttiva femminile, ma non solo. Anche il decorso della gravidanza e la salute di mamma e neonato possono essere pregiudicati da un’età al concepimento più elevata. In molti Paesi la tendenza a fare figli più tardi si sta consolidando, con molte donne che decidono di rinviare la gravidanza ai 35 anni o dopo i 40. E grazie agli avanzamenti della medicina della riproduzione le donne possono cercare di rimanere incinte a 50 anni e oltre. Secondo un gruppo di ricercatori di due centri israeliani, fare un figlio a 50 anni non è così diverso che farlo dopo i 40 in termini di rischi per l’esito della gravidanza e per la salute della donna e del neonato.

In un piccolo studio – presentato di recente al 39mo congresso della Società di Medicina materna e fetale e pubblicato su American Journal of Obstetrics and Gynecology – non è stato ravvisato un forte incremento delle complicanze dopo i 50 anni rispetto alle donne che avevano partorito tra i 40 e i 50 anni. L’età molto avanzata, dopo i 50, resta comunque un fattore di rischio per la gravidanza, la donna e il feto, associato a eventi avversi e infatti per i ricercatori è fondamentale continuare a trattare le gravidanze di donne over 40 e a maggior ragione over 50 come ad alto rischio: “I 50 sono i nuovi 40 quando si parla di parto. Non c’è dubbio che i medici dovranno occuparsi di un numero crescente di nascite per donne con più di 50 anni di età”, dice Eyal Sheiner, autore principale della ricerca.

Diabete e ipertensione tra i rischi

I ricercatori della Ben-Gurion University of the Negev e del Soroka University Medical Center di Beer Sheva hanno analizzato i dati relativi a 242.771 parti eseguiti nel centro medico Soroka tra il 1991 e il 2014. Di questi il 96,7% ha interessato donne di età inferiore a 40 anni mentre il resto donne da 40 a 50 anni e oltre (7947). L’attenzione è stata rivolta alle possibili complicanze durante la gravidanza e il parto: dal diabete mellito gestazionale all’ipertensione, dal parto prematuro alle difficoltà nel travaglio fino alla mortalità perinatale.  

È emerso che l’incidenza di tutte le complicanze era maggiore tra le partorienti dopo i 40 anni rispetto a quelle che avevano invece partorito prima di questa soglia anagrafica. Sorprendentemente non è stato riscontranto un incremento di complicanze nelle donne sopra i 50 anni rispetto alla fascia d’età 40-49 anni.

Per esempio i disturbi legati all’ipertensione come la preeclampsia hanno colpito il 4,8% delle donne sotto i 39 anni; il 10,9% delle donne tra 40 e 44 anni; il 15,4% tra 44 e 49 anni e l’8,8% quelle con almeno 50 anni. Il ricorso al parto cesareo ha interessato invece, rispettivamente, il 13,1%, il 26,9%, 28,7% e il 23,5% delle donne.

In conclusione l’eta molto avanzata delle donne, pari o superiore a 50 anni, è stata associata al rischio di diabete mellito gestazionale e un basso indice di Apgar, il risultato di un rapido test che valuta le condizioni fisiche del neonato (comprendente rilevazione del battito cardiaco, della funzione respiratoria, del tono muscolare, dei riflessi e del colore della pelle).

A prescindere dalle variazioni del numero degli eventi avversi durante la gestazione e con il parto, l’indicazione di Sheiner e colleghi è quella di considerare le gravidanze sopra i 40 anni come ad alto rischio e ancor di più quelle sopra sopra i 50. Un accento deve essere posto sul monitoraggio della glicemia a digiuno e della pressione arteriosa per una rilevazione precoce dei disturbi associati all’ipertensione e del diabete.

 

Foto: Pixabay

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