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Neonato ucciso dalla madre a Catania: scaraventato a terra, fatali lesioni alla testa

in News

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Michela Becciu

3 Dicembre 2018, 14:54

Orrore a Catania dove una ragazza di 26 anni ha ucciso il figlio neonato di 3 mesi scagliandolo a terra. Il piccolo è deceduto dopo un giorno di ricovero. Troppo gravi le lesioni riportate. La giovane donna è stata arrestata dalla Polizia a Catania con l’accusa di omicidio volontario. Secondo quanto trapela, il dramma si sarebbe verificato il 14 novembre scorso. Il neonato è morto in ospedale, il giorno dopo il ricovero per le ferite riportate alla testa. La notizia però si è appresa solo oggi, dopo che nei confronti della donna è stata emessa un’ordinanza cautelare in carcere emessa da parte del Gip, su richiesta della Procura. L’accusa per la ragazza è di omicidio aggravato dall’avere agito contro il discendente.

Dopo il violento impatto a terra, il neonato era stato portato nel Pronto Soccorso dell’ospedale Cannizzaro, dove è stato intubato, e poi trasferito nella rianimazione della Neonatologia del Garibaldi-Nesima, dove è morto. Interrogata sui fatti, in un primo momento la madre aveva riferito che il figlio “si era fatto male cadendole accidentalmente dalle braccia a causa di una spinta che si era data da solo”. Una volta che i primi accertamenti hanno rivelato che non sie era affatto trattato di caduta accidentale bensì che era stata la madre dello stesso a scaraventarlo a terra con forza, la donna ha ammesso le sue responsabilità.

“Avevo la mente oscurata” e “non so spiegare cosa è successo”, queste le spiegazioni addotte ai militari, per poi aggiungere: “Non volevo uccidere mio figlio, non ho mai pensato di ucciderlo” perché “io lo amavo”. La 26enne arrestata al suo avvocato avrebbe detto di “essersi sentita male” e che la sua intenzione era di “gettarlo sul letto e non per terra”. Il presunto omicidio si è consumato in casa della nonna paterna della 26enne che non è sposata e che al figlio aveva dato il proprio cognome. È stata lei stessa a dare l’allarme. “Quel giorno stava male – fa sapere il suo avvocato – e aveva chiamato suo padre, che era al lavoro, per dirgli se poteva tornare a casa. La signora aveva avuto un’infanzia dolorosa per la morte della madre, che ha perso quando aveva 11 anni. Quando è rimasta incinta è andata a vivere con la nonna”.

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