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Nuova scoperta sulla vitamina D: previene allergie e infezioni respiratorie

Questa sostanza è un alleata dell’apparato respiratorio, tanto che i pediatri consigliano una supplementazione in tutti i bimbi nel primo anno di vita

Non solo favorisce lo sviluppo osseo nel bambino e tiene alla larga l’osteoporosi in età adulta: la vitamina D sembra essere determinante anche nella prevenzione di allergie e infezioni respiratorie ricorrenti nella popolazione pediatrica.

Il ruolo della vitamina D

Durante il congresso nazionale della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica, che si sta svolgendo in questi giorni a Milano, è stato presentato uno studio di revisione sul ruolo della vitamina D nell’alimentazione dei più piccoli. Dalla summa di queste ricerche è emerso che questa sostanza è importante nella prevenzione e nella terapia di alcune patologie respiratorie, tanto nel neonato quanto nel bambino più grande.

Previene le allergie

«In età pediatrica la vitamina D ha un effetto centrale anche nel modulare le funzioni del sistema immunitario» conferma Diego Peroni, professore ordinario di Pediatria all’Università di Pisa. «Infatti, questa sostanza è in grado di interagire con diverse cellule del sistema immunitario, regolando la risposta agli agenti infettivi e modulando quella immunologica. Alcuni recenti studi hanno messo in luce che nei bambini asmatici la supplementazione con vitamina D riduce la frequenza delle riesacerbazioni della malattia e favorisce un miglior controllo della patologia utilizzando naturalmente i farmaci di base antinfiammatori» continua il professore. Non a caso, una carenza di questo nutriente è spesso correlata a un maggior numero di accessi ospedalieri per broncospasmo e a una necessità di terapia con corticosteroidi orali.

Previene le infezioni respiratorie

«Altre ricerche prese in esame, inoltre, hanno dimostrato che i neonati con bassi livelli di vitamina D nel sangue cordonale hanno maggiori rischi di sviluppare infezioni respiratorie e bronchiolite a 3 mesi, rispetto a quelli senza un deficit» aggiunge Peroni. Ecco perché si ipotizza che questo nutriente svolga un ruolo protettivo nei confronti delle infezioni dell’apparato respiratorio, come otite media, faringotonsillite, tubercolosi.

Ai bimbi italiani manca la vitamina D

Da questo punto di vista, i bambini italiani non sono messi bene. «Alcuni studi condotti su neonati e bimbi in diverse città italiane» aggiunge Michele Miraglia del Giudice, vicepresidente SIAIP e professore associato di Pediatria all’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, «hanno rilevato un deficit di vitamina D, la cui entità varia a seconda della zona geografica in cui si vive, ma che possiamo mediamente stimare attorno al 50%, cioè riguarda 1 bambino italiano su 2».

Le raccomandazioni dei pediatri

La Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica e la Società Italiana di Pediatria raccomandano la supplementazione di vitamina D in tutti i bambini nel primo anno di vita, qualunque sia il tipo di allattamento, con dosaggi compresi tra le 400 UI/die e fino a 1.000 UI/die in presenza di fattori di rischio di deficit. Da 1 a 18 anni la profilassi giornaliera è raccomandata nei bambini a rischio, cioè quelli di etnia non caucasica ed elevata pigmentazione, quelli con insufficienza renale o epatite cronica, i bimbi obesi o affetti da malattie infiammatorie croniche o da celiachia.


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