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“Pinocchio nel paese dei diritti”

«Il legno, in cui è tagliato Pinocchio, è l’umanità» scrisse il filosofo Benedetto Croce circa un secolo fa. Da questa riflessione sul personaggio di Collodi, unita alla Convenzione sui diritti dell’infanzia, è nato il progetto della Scuola dell’Infanzia Maria Serbelloni di Taino, “Pinocchio nel paese dei diritti”, un’idea delle responsabili Luisella Miramonti e Antonella Colucci, insegnante delle discipline giuridiche ed economiche presso l’istituto Dalla Chiesa.

Realizzato con il patrocinio del comune di Taino e dell’UNICEF tramite la dottoressa Caterina Rossi, Pinocchio nei paesi dei diritti è andato in scena venerdì 7 giugno durante la festa della scuola materna. Il progetto, molto più di una semplice recita, ha fatto in modo che «la nota favola di Collodi diventasse lo sfondo integratore, offrendo tanti spunti per affrontare il tema dell’educazione alla cittadinanza». L’aiuto del burattino di legno ribelle, ha portato così i bambini «a riflettere e scoprire i comportamenti negativi da evitare».

«Un progetto che di fatto anticipa la riforma voluta dal ministero introducendo gli insegnamenti di cittadinanza e costituzione ai bambini della scuola dell’infanzia – illustra la responsabile Luisella Miramonti.- Crediamo fortemente di poter porre le basi per i buoni cittadini del domani, ovvero i nostri bambini che sono e saranno il nostro futuro». La storia di Pinocchio è stata dunque ripercorsa dai bambini in modo molto semplice: prima disegnando e poi colorando alcune “mattonelle” che rappresentano gli articoli contenuti nella Convenzione sui diritti dell’infanzia, un documento che quasi tutti gli Stati del mondo hanno ratificato.

Per conoscere la storia di molti bambini che hanno difficoltà ad essere semplicemente bambini, gli articoli della Convenzione sui diritti dell’infanzia sono stati utilizzati per spiegare i diritti che hanno tutte le bambine e tutti i bambini in ogni parte della Terra. Diritti spesso negati a molti bambini nei paesi del Nord come del Sud del mondo. Quegli stessi diritti che rileggendo la favola di Collodi i bambini hanno scoperto essere negati anche al burattino Pinocchio. «Un lavoro iniziato a dicembre e che ha richiesto sicuramente tanto impegno ma o bambini hanno reagito positivamente a quella che è stata per loro la terza recita annuale.- commenta la maestra Elena Castellani .- Inoltre, in sinergia con UNICEF ci è stato chiesto di realizzare un prodotto finale che riassumesse il progetto. Abbiamo così girato e montato un video che sarà divulgato nella altre scuole per il futuro».

«Noi raccontiamo le favole ai nostri figli per farli addormentare ma gli scrittori in realtà volevano svegliare e far riflettere, noi e bambini.- spiega la professoressa Colucci .-Una Convenzione è un accordo fra Stati che vogliono obbedire alle stesse leggi, e si dice che il Governo di una nazione ratifica una Convenzione quando vuole obbedire alla legge scritta nella Convenzione stessa. L’Italia l’ha ratificata il 27 maggio del 1991. Da quel giorno in poi, tutti, grandi e piccini, sono tenuti a rispettarla e a metterla in pratica, nei confronti delle bambine, dei bambini e… dei burattini».

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