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Scuola, allarme Cgil: «Insegnanti di sostegno, situazione drammatica nelle scuole»

Un docente ogni 3,12 alunni diversamente abili: questa è la media calcolata dal sindacato. Alle elementari il quadro più difficile

La situazione del sostegno nelle scuole della provincia di Ravenna è «drammatica». Così Marcella D’Angelo, segretaria generale della Flc Cgil, si esprime riguardo la dotazione organica provinciale.  Secondo la sindacalista «Se da un lato l’organico di diritto distribuito nella nostra provincia per quello che riguarda i docenti di ogni ordine e grado, potrebbe definirsi quasi soddisfacente, dall’altro risulta incomprensibile come la gestione dei docenti di sostegno, sia stata ridotta al lumicino – commenta la segretaria -. Nel prossimo anno scolastico saranno infatti 168 in più i ragazzini diversamente abili iscritti regolarmente presso le nostre scuole. Al momento della chiusura dell’organico risultavano iscritti 1.470 alunni bisognosi del sostegno e su questo dato è stato distribuito l’organico; oggi il dato è di 1.508. Numeri che ci consegnano il rapporto medio complessivo di un docente ogni 3,12 alunni».

Comune su tutti gli ordini di scuola «è la drammaticità della situazione che raggiunge l’apice nella scuola primaria dove il rapporto è addirittura di 1 docente ogni 3,47 alunni. I rapporti docenti alunni nel dettaglio: scuola dell’infanzia 1 ogni 2,50 alunni; scuola primaria 1 ogni 3,47 alunni; scuola secondaria di primo grado 1 ogni 2,92 alunni; scuola secondaria di secondo grado 1 ogni 3,04 alunni. Il diritto allo studio dei piccoli cittadini diversamente abili è diventato il bancomat del Miur che, attraverso l’indecente ormai consolidata prassi delle deroghe, discrimina e mortifica gli alunni più deboli che al pari degli altri possono, anzi devono raggiungere traguardi importanti scolastici, sociali e civili».

A conti fatti mancano – conclude la segretaria – all’appello «i docenti di sostegno, «25 D.S.g.a (responsabili del personale Ata) per 25 istituti su 44; almeno altri 35 assistenti amministrativi, 50 collaboratori scolastici e 30 assistenti tecnici per soddisfare anche le scuole del primo ciclo e poi potrebbero mancare gli insegnanti in generale se i vari concorsi in atto, non terminassero in tempo utile per le immissioni in ruolo. L’intesa siglata a livello nazionale tra governo e sindacati è senz’altro un piccolo passo in avanti, ma i benefici delle stessa saranno tangibili forse per l’anno scolastico 2020/21, rimane quindi l’incognita 2019/20».

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