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Telecamere nella scuola dell’Infanzia: mancano 40 milioni per finanziarle

Nel decreto “sblocca cantieri” appena approvato dal Senato è stato inserito un emendamento che prevede “l’installazione di sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso presso ogni aula di ciascuna scuola” dell’infanzia e nido, “nonché per l’acquisto delle apparecchiature finalizzate alla conservazione delle immagini per un periodo temporale adeguato”. Per l’installazione di queste apparecchiature è previsto il finanziamento di 5 milioni per il 2019 e di 15 milioni per gli anni dal 2020 al 2024. Si può quindi stimare che nel quinquennio considerato lo Stato interverrà con 80 milioni di euro.

Basteranno per coprire le sezioni di scuole dell’infanzia statali e paritarie, nonché i nidi d’infanzia comunali, le sezioni primavera e gli altri servizi dell’area?

L’installazione degli impianti di videosorveglianza nelle scuole dell’infanzia comporta costi non indifferenti, in considerazione anche del fatto che, in base a quanto previsto, devono prevedere la conservazione delle registrazioni per sei mesi, anziché a tempo dopo circa due/tre giorni. Il costo medio di un impianto, IVA compresa, si aggira sui 2.500 euro, a cui vanno aggiunti 200 euro per altre eventuali telecamere per ciascuna sezione di scuola.

Le scuole statali dell’infanzia sono attualmente 13.124.

Per installare in tutte l’impianto di videosorveglianza occorreranno quasi 33 milioni di euro (32,810 milioni); inoltre, per aggiungere le  telecamere nelle altre sezioni occorrerebbero 6 milioni (5,991 milioni) aggiuntivi.

Si può stimare, quindi, che l’intera operazione sorveglianza nelle scuole statali dell’infanzia potrebbe costare quasi 39 milioni di euro.

Nelle 9 mila scuole paritarie, anch’esse interessate dalla proposta di legge all’operazione “videocamere”, l’installazione degli impianti e le telecamere aggiuntive comporrebbero un costo complessivo di circa 26 milioni (22,6 milioni per l’installazione e altri 3,4 milioni per le telecamere aggiuntive), che in tal caso dovrebbe essere autofinanziato dai gestori.

In tutto, quindi, 65 milioni di euro per controllare gli insegnanti e garantire una vita serena dei bambini all’interno degli ambienti scolastici.

Poiché le 1600 sezioni primavera esistenti sono aggregate alle scuole dell’infanzia, dovrebbero bastare altri 500 mila euro per le telecamere aggiuntive massimo 600-800 mila euro al massimo.

Investiti, quindi, quasi 66 degli 80 milioni disponibili soltanto per le scuole dell’infanzia, quanto resta per i nidi d’infanzia?

Sono state censite dall’Istat sul territorio nazionale 13.459 unità che offrono servizi socio-educativi per la prima infanzia, il 35% è pubblico e il 65% privato.

Si può stimare quindi che per i nidi d’infanzia servano 45-50 milioni.

Complessivamente, quindi, a fronte di un finanziamento statale di 80 milioni dal 2019 al 2024 il fabbisogno complessivo per l’installazione si aggira intorno ai 120 milioni.

Risultato? Visto che il decreto stanzia solo 80 milioni, c’è uno scoperto di quasi 40 milioni.

 

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