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Tiroide, la dieta con pesce e sale iodato

24 maggio 2019 – Secondo una ricerca scientifica, una dieta a base pesce e sale iodato può aiutare la tiroide.

In occasione della Settimana Mondiale della Tiroide, l’American Journal Clinical Nutrition ha pubblicato una ricerca nazionale ponendo l’accento sull’importanza dell’assunzione di sale iodato e pesce in caso di ipotiroidismo.

Secondo lo studio, più della metà degli adolescenti ha carenza di sodio, dovute al poco consumo di pesce e sale iodato che dovrebbe essere di almeno due volte a settimana.

La ricerca, condotta dall’Università di Foggia con il supporto di vari gruppi di ricerca di ospedali e atenei Italiani, ha analizzato più di 1200 ragazzi tra i 6 e i 18 anni. I dati emersi sono preoccupanti, quasi la metà dei maschi, il 47,2%, ha un apporto inadeguato di iodio mentre nelle ragazze la percentuale sale del 54,6%.

I risultati hanno portato gli esperti a fare diverse raccomandazioni nella preparazione di un regime alimentare sano ed equilibrato già in giovane età per mantenere il corretto funzionamento della tiroide. È opportuno, infatti, seguire una dieta che preveda l’assunzione di pesce due volte alla settimana e l’utilizzo del sale iodato.

In generale, è buona abitudine consumare pasti privi di sale o comunque con poca quantità; meglio sostituirlo con quello iodato.

A seguito di questa ricerca, anche il Ministero della Salute, si è mobilitato creando delle campagne informative a favore dell’assunzione di pesce e sale iodato all’interno del regime alimentare di bambini e adulti.

Una dieta che prevede l’assunzione di questi due elementi, in effetti, può rivelarsi un ottimo alleato per la prevenzione dei disturbi e delle malattie legate alla tiroide.

Lo iodio è un micronutriente molto importante, fondamentale per la crescita e per il sano sviluppo dei bambini e degli adolescenti. È proprio la sua carenza che può provocare noduli, gozzo o ipotiroidismo.
Inoltre, se durante lo sviluppo del feto c’è una grave mancanza di iodio, questa situazione potrebbe portare danni irreversibili al cervello e al sistema nervoso centrale del neonato, provocando un ritardo mentale permanente.

Secondo il gruppo di ricerca che ha condotto le analisi, basterebbe l’introduzione di pesce e sale iodato all’interno di un’alimentazione equilibrata per notare già degli ottimi risultati. Ovviamente, prima di iniziare qualsiasi dieta, consigliamo sempre di rivolgervi ad uno specialista.

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