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Vaccini, al Villair di Quart tre bambini restano fuori dalla scuola

Con la ripresa dell’attività scolastica si riaprono le polemiche legate agli obblighi vaccinali. A sollevarle in una nota è l’Associazione Pro Libera Scelta che contesta le indicazioni date dall’Amministrazione regionale alle Istituzioni scolastiche e ai gestori dei servizi prima infanzia sulla documentazione da presentare per l’ammissione alla scuola dell’infanzia e ai nidi.

Pochi, al momento, i casi di esclusione dalle scuole o dai servizi. Al Villair di Quart tre bambini, non in regola con gli obblighi vaccinali, non sono stati ammessi alla scuola dell’infanzia, con le relative proteste dei genitori che domani incontreranno il Dirigente scolastico Guido Cossard, il sindaco di Quart e l’Assessore comunale competente.

“Hanno sollevato degli aspetti formali che mi sono premurato di verificare e di cui parleremo domani” – spiega Cossard – “I genitori erano comunque tutti molto sereni e gentili, certo fermi nelle loro convinzioni ma consapevoli che la scuola non può fare altro che applicare le normativa”.

Secondo le associazioni Pro Libera Scelta e Comilva l’informativa della Regione “contravviene a quanto previsto nel cosiddetto “Decreto Lorenzin” perché “i nidi e le scuole dell’infanzia non stanno chiedendo solo la richiesta formale di appuntamento per vaccinazione, ma anche una data certa”. Richiesta che, secondo le due associazioni, “non trova nessun riferimento legislativo”.

Di parere opposto l’Assessore regionale all’Istruzione Paolo Sammaritani.

“La Valle d’Aosta è dotata di un’anagrafe vaccinale” ricorda Sammaritani “e pertanto non è prevista nella nostra regione l’autocertificazione, ma ci deve essere un documento attestante il fatto che è stata fatta la prenotazione delle vaccinazioni, che può esser attestato o con uno scambio di mail avvenuto con l’azienda Usl oppure con l’attestazione rilasciata dall’azienda Usl”.

L’Assessore ricorda, quindi, come l’informativa ha il proprio “fondamento giuridico” in quanto la questione “è stata analizzata e studiata in accordo con l’Assessorato regionale alla Sanità e con l’Avvocatura regionale”.  

“Una legge c’è ed è vigente, a quella ci atteniamo – chiosa ancora Sammaritani – Ci spiace, ma non si può neanche avvallare certi sistemi dilatori. Anzi, a rigore, in base alla legge, la documentazione andava presentata già entro il 10 di luglio. Sotto questo profilo ci sentiamo di aver agito in tutta coscienza e con grande attenzione, senza penalizzare nessuno”.

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